Il buon vecchio blog

Cari tutti,

Non vi nascondo di essere stato tentato di cancellare ildisassociato.net e risparmiare quei quattro spicci di hosting. Non sarebbe stata una scelta così peregrina, visto che oramai dopo 10 anni finanche mia suocera ha accettato il fatto che io e Vera ci siamo sposati. Nel frattempo sono arrivati due figli, traslochi, la pandemia globale, le solite cose, insomma.

Poi ho pensato che tutto sommato questa roba poteva ancora essere utile a qualcuno e dunque la soluzione è semplice: il blog adesso vive qui. Ha traslocato anche lui, versione spartana, gratis, senza fronzoli. Se qualcuno vuole leggerlo, lo può leggere, se volete ancora commentarlo, fatelo pure, se qualcuno dovesse sentirsi offeso, beh, ormai l’avete capito, non è un problema mio.

3 pensieri riguardo “Il buon vecchio blog

  1. Che sorpresa, trovarsi nel feedreader un nuovo post del tuo blog! (Scrivo il periodo precedente e mi sento un consulente fuffaro che si riempe la bocca di anglicismi)(Pure, non vedo altro modo di esprimere il concetto)(potrei togliere “blog”, potrei scrivere “articolo”)(Ma tnat’è, divago).

    Dicevo, che sorpresa. Dieci anni,
    Quando c’era la blogosfera.
    Fai bene, a lasciare le tue storie in circolazione.
    Qualcuno le leggerà.
    A qualcuno faranno bene.

    Tante cose da un lettore d’antan.

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  2. Caro signor Picariello – o Emidio, se posso,
    volevo dirle che leggo questo suo blog dall’estate del 2012, quando avevate già avuto il vostro lieto fine (ma non i due bimbi) e ho anche comprato il suo libro in conseguenza.
    All’epoca la sorella di un mio amico e la madre si erano appena convertite a questa specie di setta, e io ero molto perplessa perché ricordo ancora che mi scaricò davanti casa una cassa di libri (tra cui “Il ritratto di Dorian Gray”) ed essendo questo comportamento prerogativa dei nazisti, mi preoccupò molto.
    In seguito dovetti dare ripetizioni di scienze a un ragazzino testimone, e il suo blog mi aiutò molto a comprendere come aiutarlo nella situazione in cui si trovava, e a darsi le risposte giuste e non quelle che i suoi genitori avrebbero voluto per lui. Ora è un ingegnere, e lavora in Germania.
    La ringrazio molto, e le auguro tanta felicità in futuro. Anche a sua moglie e ai suoi figli.

    Ilaria

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