Essere imbarazzante, essere imbarazzato

Mia sorella mi ha provocato chiedendomi di ricordare un matrimonio passato, e così la ripagherò ricordando un fatto del suo matrimonio. Partiamo dal contesto storico: io mi ero appena lasciato con la prima ragazza e cominciavo a capire alcune cose: non potevo seguire le regole e molte delle regole erano sbagliate. Poi parleremo nel dettaglio di qual’è il processo mentale che consente di liberarsi di una setta come quella dei testimoni di Geova.

Intanto vi basti sapere che è un processo lungo, ma allora era cominciato.

I segnali erano inequivocabili: il pizzetto era ormai saldamente ancorato al mio mento, arrivavo tardi alle adunanze e spesso mancavo, quando andavo passavo buona parte del tempo a cerchiare le lettere della rivista per formare la frase “[nome dell’anziano] merda”  – al posto di [nome dell’anziano] ovviamente io cerchiavo le lettere a comporre il suo nome, solo che vorrei evitare querele e poi è inutile ai fini della storia – o a vomitare la sbronza della sera prima nel cesso della sala – beh, questo è successo solo una volta, a dire il vero.

Comunque mio cognato che la pensava praticamente come me – mia sorella pure, eh – ma ci teneva a sposarsi in sala – e ci riuscì, nonostante il pizzetto che anche lui portava – chiese ad un fratello di fargli il discorso. Si sarebbero sposati in una sala del Regno di Firenze – i miei genitori abitavano lì, in quel momento storico. Il servitore di ministero che mio cognato considerava un amico, qualche settimana prima del matrimonio, lo chiamò per dirgli che non se la sentiva di fargli il discorso per via della sua spiritualità. Di quella di mio cognato, suppongo.

Il discorso glielo fece qualcun altro, e poi si andò a pranzo in questa bellissima villa a Fiesole. Un certo imbarazzo soltanto quando il presunto amico si presentò e scoprì che sul tabellone segnaposto il nome suo e della sua famiglia non c’era. Mio cognato aveva dato per scontato che se non era disposto a fargli il discorso non volesse neppure venire al pranzo. Si fece un po’ di posto e mangiarono anche loro.

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