Studiare fa male

Io sono diplomato. Poi a 25 anni mi sono iscritto a Psicologia e ho dato una quindicina di esami. Ma è a 14 anni che si sceglie la scuola superiore e in qualche modo si prepara il solco dei propri studi. Io e alcuni altri compagni delle medie volevamo fare lo scientifico. A me la matematica è sempre piaciuta. Anche la letteratura a dire il vero, ma alle medie preferivo la matematica e l’informatica che – non ci crederete – a quel tempo era piuttosto in voga.

Mia sorella aveva appena finito il liceo classico e la cosa aveva creato non poche perplessità in famiglia. A che serve una scuola che ti fa conoscere le lingue morte? In che modo ti aiuterà a trovare un lavoro dignitoso che poi ti permetta di predicare come pioniera?

Lo scientifico aveva solo l’altro difetto, invece: avrebbe comportato l’università. Così, l’estate dopo le medie, insistendo, mi iscrissi allo scientifico, perché mi piaceva la matematica. I miei passarono l’estate a spiegarmi che ero libero di scegliere di fare lo scientifico – e infatti avevo scelto – ma che sarebbe stato più appropriato se avessi scelto una scuola che mi consentisse poi di scegliere ancora: con lo scientifico ero di fatto costretto a fare l’università.

La ragioneria per esempio, la ragioneria – ma io ero libero di scegliere e di decidere quel che preferivo, eh – mi consentiva di trovare un lavoro come impiegato, se l’avessi voluto e così potevo continuare a fare il pioniere anche dopo gli studi. Trovando un lavoretto – anche part time, perché non è ai soldi che diamo importanza, ma a servire Geova – potevo rapidamente concentrare la mia vita sulla verità.

Così cambiai la mia iscrizione e feci la ragioneria – ad indirizzo programmatore, però. Non mi lamento, l’informatica mi piace, il mio lavoro mi piace. Non è questo il punto. Il punto è se ho avuto o no la possibilità di scegliere. E dato che a 14 anni sono i genitori che ti aiutano a prendere le decisioni, il punto è se avevano in mente il mio bene o se invece risuonava nella loro testa qualcosa del genere:

Cinque minuti di allucinazione pura, soprattutto al passaggio:

“Noi non possiamo e non vogliamo dirvi cosa dovete fare… Comunque lo schiavo fedele e discreto è responsabile di mettere in guardia contro i pericoli spirituali e di incoraggiare a mettere gli interessi del regno al primo posto. Quindi lo schiavo scoraggia frequentare l’Università per un lungo periodo di tempo… Vogliamo lodare tutti quelli dell’uditorio che hanno smesso di frequentare l’Università… e tutti coloro che dopo aver ascoltato questo discorso faranno la stessa cosa.”

Da 3:47 a  5:26 dovete invece vederlo. Ma non sparatevi, dopo averlo visto, vi prego.

14 pensieri riguardo “Studiare fa male

  1. ciao, è un po’ che seguo questo blog e mi ci sono appassionata. la mia migliore amica è testimone di geova (io non lo sono; i suoi genitori sono divorziati e la madre è stata disassociata, quindi forse questa situazione ha fatto sì che le permettessero di frequentare anche non testimoni di geova, come me e altre amiche).
    riguardo questo post, sono effettivamente rimasta allibita. conoscevo già le idee dei testimoni riguardo al frequentare l’università, ma il paragone con l’uomo che si è sparato lo trovo agghiacciante.
    premetto che io ho un disturbo ossessivo-compulsivo, e che mi sento dunque presa in causa in questo discorso tenuto dall’anziano (è un anziano? correggimi se sbaglio), nonchè un po’ offesa. mi chiedo dove questo oratore si sia informato in proposito, visto che non esiste un area del cervello adibita a questo; inoltre non credo francamente che una storia simile possa essere effettivamente accaduta, e conseguentemente mi pongo la domanda: a cosa è servito questo aneddoto macabro e totalmente menzognero?
    si mantengono i giovani lontani dall’università spaventandoli?
    sono contenta che i genitori della mia amica le abbiano lasciato l’opportunità di scegliere.
    scusa per la lunghezza di questo commento, e complimenti ancora per il blog (e per la tua scelta, potrei dire, ma io sono di parte :D)

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  2. Ragioneria anch’io! E anche a me piace la matematica e la programmazione!

    Quell’esperienza è girata un po’ di volte, se non sbaglio anche all’ultima assemblea internazionale dell’anno scorso (eh sì, ci sono andato).
    Sentendola da esterno però fa tutto un altro effetto.

    Boh, vado a lavarmi le mani. XD

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  3. percorso molto simile mi dicevano che lo scientifico è tempo sprecato, certo avrei potuto farlo ma perché non un ITIS? e vada per l’ITIS (programmo anche io, casi della vita).
    Poi finalmente tutti a cagare e mi sono fatto disassociare, resta però una sensazione di incompiutezza, di amaro, di opportunità spazzate via dalla follia del seme della fede.

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  4. Che dire? Io sono evangelico e leggo con piacere il tuo blog, non tanto per poter dire “vedi io sono dalla parte giusta!” ma per riflessione personale e per capire meglio il prossimo e mipiace molto il tuo modo garbato di affrontare certe argomenti. Del resto non credo esista una “parte giusta”, ma siamo tutti semplicemente uomini alla ricerca di una verità e mi incuriosisce sapere se, al di là delle prescrizioni e impedimenti, ti sia rimasto aulcosa di spirituale nella tua vita, che possa averti dato Dio stesso, al di là del discorso religioso legato più a interpretazioni umane di Dio, che a Dio stesso.
    Ti invito comunque a dare un’occhiata al mio blog (http://blogbetania.blogspot.com/) e a lasciare un commento, anche quelli negativi o contro sono accettati.

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  5. Uno dei metodi che favorisce con più forza l’affilizione (di quasiasi sorta, tengo a precisare!) è quello di chiudere -più o meno velatamente- l’accesso alle informazioni. “Meno ne sai e meno soffri -perchè sei tentato-” potrebbe essere un motto che presenta analogie. A chi oggi mi chiede quale è il più bel dono, il più bel talento, che Dio mi ha dato gli rispondo “..la mia ragione, il fatto che mi ha creato, voluto e desiderato pensante”

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  6. mi piace tanto il tuo blog 🙂
    istituto tecnico, università lasciata più volte… adesso che sono uscita forse ce la faccio 😉 sono al quinto anno di lingue finalmente…

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  7. Mio padre mi ha mandato a lavorare da giovanissimo per impare un mestiere, non c’era la possibilità di farmi studiare.
    La mancanza di una istruzione mi ha fatto trovare molte difficoltà nella vita.
    Anche perchè il mestiere che avevo imparato non lo fatto più, scegliendo una carriera in un corpo statale, dove se avrei avuto un po di istruzione in più e un titolo di studio superiore, sarebbe stato decisamente meglio.
    Quindi non sono d’accordo con il discorso del video.
    Si può benissimo pensare prima al regno e andare all’universitàsione, e poi esercitare una professione.
    Questo martellare che la fine è imminente, ma facciamo la nostra vita, si dico io, pensiamo anche a Dio al Regno, si può benissimo essere dei buoni cristiani anche andando all’università.

    Quando verrà il nuovo sistema se ci saremo,

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